Il palcoscenico è la città: quando la danza prende le periferie e non chiede permesso
Stazioni dismesse, capannoni industriali, sottopassaggi dimenticati: i coreografi più radicali d'Italia hanno smesso di bussare alle porte dei teatri. Portano il corpo in spazi che la città ha abbandonato, trasformando il gesto in atto politico. Un viaggio tra i collettivi che usano la danza per rivendicare lo spazio urbano — e qualcosa di più.